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“IL COMPITO ATTUALE DELL’ARTE E’ DI INTRODURRE CAOS NELL’ ORDINE”

Theodor Adorno


Giulia, eclettica pittrice, nasce a Milano nel 1992. È un’artista cresciuta e nutrita dal fascino di Milano e dagli insegnamenti di alcune figure Patrimonio dell’Unesco che popolano l’Accademia di Brera, dove frequenta il corso di Scenografia Teatrale e si laurea in Pittura.

Dal 2016 collabora al progetto “Casa Canvas”, un atelier che mette a confronto arte e design, dove espone e vende le proprie opere. Durante la Fashion week 2018 realizza opere su commissione ed espone per la boutique N°30, in Montenapoleone. Ha realizzato un progetto di ricerca sull’identità e il “vedersi” con un gruppo di persone non-vedenti dell’Istituto dei Ciechi di Milano.

Nel 2021 entra a far parte della redazione di Fumo Magazine, rivista letteraria emergente, per cui crea illustrazioni e collabora alla gestione del reparto grafico. Parallelamente realizza laboratori artistici per bambini, nelle scuole dell’infanzia e collabora con giovani emergenti per la realizzazione di illustrazioni.

Il suo lavoro si centra prevalentemente sulla potenza del segno e della gestualità: Disegnare non è solo trasporre pensieri ed emozioni, ma muoversi fisicamente nel “luogo foglio di carta”, tracciare dei segni che insieme andranno a ritrarre il mondo.

“Il mio percorso artistico può essere definito come una raccolta di identità: ritrarre non è altro che raccontare un viaggio, dare uno sguardo caleidoscopio dentro alle persone, per ritrovare al loro interno la storia di tutti coloro che entrano a far parte dell’esistenza. La mia ricerca inizia da qui, a partire da uno sguardo, per tornare alle origini: il primo “IO” della storia.”


INTERVISTA ALL’ARTISTA

a cura di Elena Gollini

D: Come ti definiresti nel tuo fare arte? Ritieni di avere una certa impronta picassiana nello stile espressivo?

R: Arte è fare, trasformazione della materia, costruzione o ricostruzione di una piccola porzione di mondo e luogo di produzione di opere fatte di linguaggi, di simboli, metafore capaci di influenzare e arricchire la società e la cultura che li ospitano e li alimentano.

Gestualità è la parola chiave del mio fare artistico. Disegnare non è solo trasporre pensieri ed emozioni, ma muoversi fisicamente nel “luogo foglio di carta”, tracciare dei segni che insieme andranno a ritrarre il mondo. Ciò che mi fa sentire più vicina all’arte di Picasso è la sua ricerca di una dimensione originaria, arcaica; attraverso la semplificazione del gesto pittorico egli si mostra in favore di una necessità di riappropriarsi di una dimensione prima: l’archetipo.

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RECENSIONE CRITICA

a cura di Elena Gollini

“La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre” (Albert Einstein).

Per Giulia Biasini il fare arte coincide con la conferma della propria evoluzione interiore, tesa a costruire e ad affermare una centralità mentale e fisica, che va oltre l’esercizio creativo di puro diletto tecnico.
Attraverso le opere stabilisce e consolida un profondo legame tra l’Io e il Tu, dove le forme e i colori hanno visualizzato e reso possibile un processo di comunicazione attraverso il poliedrico linguaggio dell’arte. Quando si fa ricerca sperimentale in modo serio e accurato, il cammino non è mai lineare e standardizzato, ma si modula e si definisce con uno schema graduale e articolato. Di questo Giulia è pienamente consapevole e si cimenta con convinta e motivata intraprendenza, compiendo uno studio sempre ponderato e scrupoloso.

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“VIAGGI ESISTENZIALI”

Mostra on-line Novembre 2020

Con un circuito di opere di particolare spessore e profondità sostanziale, l’artista Giulia Biasini è stata inserita all’interno della piattaforma delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini, che l’ha selezionata appositamente per dare richiamo e risalto al pregevole percorso di ricerca creativa da lei compiuto. Per la mostra è stato designato un titolo molto significativo: “Viaggi esistenziali”. Infatti, la componente psichico-analitica ed esistenziale è assolutamente primaria e fondamentale per poter cogliere l’apparato contenutistico della narrazione figurativa e poter addentrarsi e permeare quella ricca e corposa commistione di riferimenti, di rimandi allusivi e subliminali che integrano, completano e rafforzano la composizione e conferiscono un plus valore qualificante all’intera orchestrazione strutturale.

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